Nove colonne
Ecco i pizzini veri usciti dall’uovo di Ciancimino jr
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Non c’era solo il capo del Dis a essere pluricalunniato nei falsi pizzini di Massimo Ciancimino. Tra gli ovetti pasquali del figlio di don Vito, infatti, sono stati trovati altri pizzini. Pizzini che, a differenza di quelli infamanti su De Gennaro, hanno tutto l’odore di essere veri e perciò tenuti nascosti. Sono carte che possono restituirgli credibilità. Ma a che prezzo, quello di danneggiare chi fino adesso lo ha protetto? Leggi L’insabbiamento del caso Ciancimino è già in pieno corso di Giuliano Ferrara - Leggi L’ultima balla - Leggi Peccato per il libro che santificava Ciancimino jr, con prefazione di Ingroia - Guarda la puntata di Qui Radio Londra Il vergognoso caso Ingroia-Ciancimino-Santoro
20 AGO 20

Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Non c’era solo il capo del Dis a essere pluricalunniato nei falsi pizzini di Massimo Ciancimino. Tra gli ovetti pasquali del figlio di don Vito, infatti, sono stati trovati altri pizzini. Pizzini che, a differenza di quelli infamanti su De Gennaro, hanno tutto l’odore di essere veri e perciò tenuti nascosti. Sono carte che possono restituirgli credibilità. Ma a che prezzo, quello di danneggiare chi fino adesso lo ha protetto?
Contro De Gennaro. Ma per proteggere i suoi. Catturato nella strada longa longa che da Monreale porta a Saint-Tropez, il Ciancimino, testimonial d’eccellenza del Festival del giornalismo di Perugia, quello inaugurato da Saviano e onorato dall’augusta presenza di Eugenio Scalfari, custodiva un prezioso tesoro fatto di segreti sui rapporti tra la mafia e pezzi della grande informazione e della cultura. Ce n’è anche per Saviano. “Il suo sogno”, così diceva Ciancimino padre al Ciancimino figlio, “lo sappiamo bene qual è, è quello di poter giocare un giorno nella squadra del Bagigalupo!”. Dove giocava Dell’Utri.
Contro De Gennaro. Ma per proteggere i suoi. Il nome di Giovanni Bazoli, l’insospettabile banchiere pio, è quello che salta agli occhi e già brucia nelle mani dei magistrati della procura di Caltanissetta: “Recitava e commentava i salmi”, così si legge nei pizzini nuovi, “nelle riunioni delle cupole e si faceva girare le pagine, da par suo, dal signor Franco nei giorni pari, dal signor Ezio nei giorni dispari”. Del “signor Franco” tante sono le supposizioni, del “signor Ezio”, invece, la ricerca degli inquirenti, nel giro di poche ore s’è ristretta a un solo nome, anzi, cognome: è Mauro, attuale direttore di “Repubblica”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Importantissimo un foglio di carta protocollo. Grazie a questo pizzino si capisce tutto di un episodio grave di questi giorni di mancata pace pasquale. L’ex sindaco di Palermo, autore del sacco edilizio, sta dettando al figlio un’accusa circostanziata a Giancarlo Galan, attuale ministro della Cultura: “Coltiva interessi nelle campagne di Salemi. Vuole fabbricarsi villini e fondachi. E piazzare pale. Aiutiamolo”.
Contro De Gennaro, certo, ma per coprire i suoi. E’ un documento assai importante questo su Galan. E da qui si capisce l’ostilità del ministro contro Vittorio Sgarbi, sindaco della città di Salemi, nemico dei villini e dei tetti spioventi, nonché instancabile organizzatore di mostre contro la mafia. E quelle pale non sono certo pale di ficodindia. “Sono pale eoliche!”, hanno detto i magistrati della procura di Palermo.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. La notizia, sebbene secretata, non ha lasciato indifferente il dottore Ingroia che ha subito stabilito il rafforzamento della scorta al critico d’arte: “Se si è redento Ciancimino, figlio di don Vito”, ha detto Ingroia, “perché non deve redimersi Vittorio? Aiutiamolo a difendersi perché dietro Galan e le sue pale c’è il disegno criminale di Berlusconi”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Preveggente e acuto, don Vito da Corleone, sapeva leggere nei destini della nazione. Un pizzino assai scottante, tra i tanti ritrovati nei bagagli destinati a Saint-Tropez, è quello custodito in un vecchio disco di Peppino di Capri e i Rocker’s e che tira in ballo il professore Asor Rosa. Così si legge: “Tra le personalità del Quarto livello contattate da Cosa nostra c’è Asor Rosa. Chiese aiuto alla commissione mandamentale di Campobello di Mazara per l’abolizione dei congiuntivi e degli anacoluti. Fummo a sua disposizione”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Raffinato nelle letture, sapiente nella scelta delle compagnie, don Vito, affidava le sue considerazioni sul “Grande Inquisitore” a Barbara Spinelli. Secondo quanto è annotato nei pizzini, corredati da fotocopie di biglietti aerei e da ricevute di ristoranti in voga nella Parigi degli intellettuali, la Spinelli ricambiava con sincera stima e trova conferma un’indiscrezione da noi raccolta: la casa editrice Mondadori dà alle stampe il Meridiano dei pizzini di don Vito. Con una curatrice d’eccezione: Barbara Spinelli.
Contro De Gennaro. Ma per proteggere i suoi. Catturato nella strada longa longa che da Monreale porta a Saint-Tropez, il Ciancimino, testimonial d’eccellenza del Festival del giornalismo di Perugia, quello inaugurato da Saviano e onorato dall’augusta presenza di Eugenio Scalfari, custodiva un prezioso tesoro fatto di segreti sui rapporti tra la mafia e pezzi della grande informazione e della cultura. Ce n’è anche per Saviano. “Il suo sogno”, così diceva Ciancimino padre al Ciancimino figlio, “lo sappiamo bene qual è, è quello di poter giocare un giorno nella squadra del Bagigalupo!”. Dove giocava Dell’Utri.
Contro De Gennaro. Ma per proteggere i suoi. Il nome di Giovanni Bazoli, l’insospettabile banchiere pio, è quello che salta agli occhi e già brucia nelle mani dei magistrati della procura di Caltanissetta: “Recitava e commentava i salmi”, così si legge nei pizzini nuovi, “nelle riunioni delle cupole e si faceva girare le pagine, da par suo, dal signor Franco nei giorni pari, dal signor Ezio nei giorni dispari”. Del “signor Franco” tante sono le supposizioni, del “signor Ezio”, invece, la ricerca degli inquirenti, nel giro di poche ore s’è ristretta a un solo nome, anzi, cognome: è Mauro, attuale direttore di “Repubblica”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Importantissimo un foglio di carta protocollo. Grazie a questo pizzino si capisce tutto di un episodio grave di questi giorni di mancata pace pasquale. L’ex sindaco di Palermo, autore del sacco edilizio, sta dettando al figlio un’accusa circostanziata a Giancarlo Galan, attuale ministro della Cultura: “Coltiva interessi nelle campagne di Salemi. Vuole fabbricarsi villini e fondachi. E piazzare pale. Aiutiamolo”.
Contro De Gennaro, certo, ma per coprire i suoi. E’ un documento assai importante questo su Galan. E da qui si capisce l’ostilità del ministro contro Vittorio Sgarbi, sindaco della città di Salemi, nemico dei villini e dei tetti spioventi, nonché instancabile organizzatore di mostre contro la mafia. E quelle pale non sono certo pale di ficodindia. “Sono pale eoliche!”, hanno detto i magistrati della procura di Palermo.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. La notizia, sebbene secretata, non ha lasciato indifferente il dottore Ingroia che ha subito stabilito il rafforzamento della scorta al critico d’arte: “Se si è redento Ciancimino, figlio di don Vito”, ha detto Ingroia, “perché non deve redimersi Vittorio? Aiutiamolo a difendersi perché dietro Galan e le sue pale c’è il disegno criminale di Berlusconi”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Preveggente e acuto, don Vito da Corleone, sapeva leggere nei destini della nazione. Un pizzino assai scottante, tra i tanti ritrovati nei bagagli destinati a Saint-Tropez, è quello custodito in un vecchio disco di Peppino di Capri e i Rocker’s e che tira in ballo il professore Asor Rosa. Così si legge: “Tra le personalità del Quarto livello contattate da Cosa nostra c’è Asor Rosa. Chiese aiuto alla commissione mandamentale di Campobello di Mazara per l’abolizione dei congiuntivi e degli anacoluti. Fummo a sua disposizione”.
Contro De Gennaro. Ma per coprire i suoi. Raffinato nelle letture, sapiente nella scelta delle compagnie, don Vito, affidava le sue considerazioni sul “Grande Inquisitore” a Barbara Spinelli. Secondo quanto è annotato nei pizzini, corredati da fotocopie di biglietti aerei e da ricevute di ristoranti in voga nella Parigi degli intellettuali, la Spinelli ricambiava con sincera stima e trova conferma un’indiscrezione da noi raccolta: la casa editrice Mondadori dà alle stampe il Meridiano dei pizzini di don Vito. Con una curatrice d’eccezione: Barbara Spinelli.
Leggi L’insabbiamento del caso Ciancimino è già in pieno corso di Giuliano Ferrara - Leggi L’ultima balla - Leggi Peccato per il libro che santificava Ciancimino jr, con prefazione di Ingroia - Guarda la puntata di Qui Radio Londra Il vergognoso caso Ingroia-Ciancimino-Santoro